Il linguaggio dei fiori

lavanda3.jpg LA LAVANDA

Sotto il punto di vista etimologico , e letterale del termine,”lavanda’ indica esattamente ”l’azione di lavare”.Tale significato dimostra che già le famose lavandaie di un tempo si servivano delle virtù di tale pianta per lavare  e profumare tutta la biancheria.I suoi fiori blu violetto, la sua spiga, sono presenti ovunque nel panorama mediterraneo e i Greci come del resto i Romani, si profumavano il corpo  con olio di lavanda.Da tempi immemorabili, dunque , la lavanda è simbolo d’amore e di seduzione.E’ quanto in ogni caso significa che la si offre tra il 5 e l’11 febbraio, fresca o seccata.Un mazzolino di lavanda secca all’interno di una lettera è infatti, a colpo sicuro, un pegno d’amore.Invece , è più  in segno di tenerezza , di affetto  o per rompere un lungo silenzio che i può offrire o inviarne tra il 21 e il 27 marzo.

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image003.jpg L’EDERA

Hedera, antico nome latino la cui radice si ricollega a prehendere che significa ”prendere ,afferrare”,designa quella pianta legnosa, dal fogliame persistente, che vediamo arrotolarsi intorno  ai tronchi degli alberi e arrampicarsi lungo i muri e i tetti delle case  e che in primavera si abbellisce di graziosi fiori giallo arancio e in autunno di bacche nere e tossiche.E’ sufficiente contemplare un’edera che si attorciglia  attorno a un tronco per capire come sia potuta diventare un  simbolo di affetto possessivo, di amore esclusivo,di attaccamento, di dipendenza, ma anche di sentimenti solidi, profondi, indefettibili, di fedeltà senza tentennamenti.E’ quanto potrete dunque rivelare o assicurare a una persona a voi cara, offrendole foglie di edera tra il 14  e il 20 maggio. Sappiate , però, che in considerazione del fatto che le sue foglie rimangono verdi per tutto l’anno, l’edera è anche il simbolo della vita eterna.Proprio per questa motivazione,infatti,nell’antico Egitto era la pianta consacrata  a Osiride e in Grecia a Dionisio, due antiche divinità i cui miti, come è noto,si ricollegano proprio a tale concezione.


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IL LILLA’

”Lillà” proviene dal persiano ”nilak” che significa azzurrino, ma ha il suo equivalente nel sancrito ”nila”e nell’arabi lilak, tutte parole che designano il colore blu indaco,I fiori blu, malva o bianchi di questo arbusto, dai quali emana un dolce profumo, sono formati da quattro petali rinserrati, come saldati gli uni agli altri, disposti a grappolo lungo  gli steli.Tra il 7 e il 13 maggio , potete offrire dei lillà bianco sia per sottolineare un rapporto di amicizia che sta per nascere, sia per esprimere il piacere che avete avuto nel passare un momento con una persona che avete appena incontrato per esempio, ma anche per esprimere sentimenti nuovi che provate nei confronti di qualcuno che è riuscito a far battere il vostro cuore. Quanto a voi se ricevete rami di lillà durante questo periodo dell’anno siate certi di essere amati.Potete anche offrire dei lillà blu o malva tra l’11 e il 17  giugno, per far una domanda di matrimonio in piena regola o per spazzare via qualche dubbio sulla nobilità e l’autenticità dei vostri sentimenti e delle vostre intenzioni, sull’opinione,come spesso si dice, che avete di una certa persona.Inoltre, se riceverete lillà blu o malva nel corso di questa venticinquesima settimana dell’anno avete tutti gli strumenti per sapere come regolarvi.

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Il linguaggio dei fioriultima modifica: 2009-03-17T18:57:00+00:00da cucciola-55
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